Riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio

Trattamento fisioterapico protesi ginocchio

Mal di schiena a doppia faccia

Category: Documents. Download patologie del ginocchio: prevenzione e riabilitazione. Pensiamo che in questi anni il tennis si sia evoluto enormemente da tutti i punti di vista. In particolare i carichi di lavoro eccessivi, utilizzando sovraccarichi, causano con maggiore frequenza danni a livello articolare e muscolare.

Lo abbiamo analizzato dapprima con una metodologia basata su una bibliografia dettagliata a livello anatomico e fisiologico; dopo di che siamo passati ad analizzare i vari traumi con protocolli di riabilitazione utilizzati da medici esperti. Da analisi fatte abbiamo considerato una casistica su giocatori di alto livello che hanno supportato questi infortuni e che ne sono usciti più o meno correttamente con programmi studiati in riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio dettagliata dai loro medici.

Il ginocchio è sicuramente l'articolazione che nell'ultimo ventennio ha goduto dei maggiori vantaggi 4 derivanti dai progressi delle tecniche chirurgiche utilizzate per la riparazione dei suoi costituenti anatomici; non altrettanto significative sono state le innovazioni nell'ambito della riabilitazione dopo trattamento chirurgico al punto che, sino a pochi anni orsono dopo una ricostruzione, i programmi di riabilitazione erano iperprotettivi e caratterizzati da un periodo di immobilizzazione dell'arto di almeno 6 settimane, nel convincimento che in tal modo si potesse garantire una ottimale cicatrizzazione del trapianto.

Tuttavia, gli effetti non favorevoli di un prolungato periodo di immobilizzazione sulla cartilagine articolare, sui legamenti, sulle strutture capsulari e sulla muscolatura dell'arto inferiore, hanno di fatto valorizzato il concetto opposto, vale a dire quello di una precoce mobilizzazione del ginocchio,attraverso metodiche riabilitative sempre più aggressive.

In flessione esiste una sufficiente lassità che permette una piccola rotazione volontaria; nel movimento di completa estensione vi è una leggera rotazione mediale del femore rotazione congiunta che consente il raggiungimento della posizione di maggior stabilità.

I condili del femore hanno superfici articolari più ampie rispetto a quelle dei condili della tibia e vi è una componente di rotazione e di scivolamento delle superfici del riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio che esaurisce tale discrepanza. Tali movimenti di rotazione congiunta portano i legamenti crociati in una posizione di tensione o di blocco.

I legamenti collaterali vengono tesi massivamente e ne risulta una posizione di estensione completa stabile e riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio. I muscoli implicati in tali movimenti del ginocchio sono principalmente i muscoli della coscia. Le ultime due sono separate dai legamenti crociati intraarticolari e dalla piega sinoviale infrapatellare. Le tre cavità articolari sono connesse da strette aperture. Le superfici articolari del femore sono i suoi condili mediale e laterale e la superficie patellare.

I condili sono foggiati a forma di spessi ovoidi divergenti inferiormente e posteriormente. Le loro superfici gradualmente variano da una leggera curvatura anteriore ad una curvatura più accentuata posteriormente e sono separate dalla superficie patellare da un lieve solco.

Sulla faccia superiore della tibia vi sono due distinte aree, ricoperte da cartilagine. La superficie del condilo mediale è più ampia, ovalare e leggermente concava; quella del condilo laterale è approssimativamente circolare, concava trasversalmente, ma concavo-convessa antero-posteriormente.

Le fosse delle superfici articolari sono rese più profonde da menischi discoidali. In posizione posteriore le sue fibre verticali originano dai condili e dalla fossa intercondiloidea del femore; inferiormente tali fibre sono ricoperte dal legamento popliteo obliquo. La capsula articolare si inserisce ai condili della tibia e, in forma incompleta, ai menischi. I legamenti esterni che rinforzano la capsula articolare sono costituiti dalla fascia lata e dal tratto iliotibiale, dai retinacoli della patella mediale e laterale e dai legamenti patellare, popliteo obliquo e popliteo arcuato.

Anche il legamento collaterale tibiale costituisce un valido rinforzo alla capsula articolare sul lato mediale. I tendini aponevrotici dei muscoli vasti aderiscono ai lati della patella e successivamente si espandono sulla faccia anteriore e sui lati della capsula articolare come retinacoli mediale e laterale della patella. Inferiormente, essi si inseriscono sulla faccia anteriore dei condili della tibia e sulle loro linee oblique fino ai lati dei legamenti collaterali.

Superficialmente, la fascia lata riscopre e si confonde con i retinacoli della patella, quando essa si porta in basso per aderire ai condili della tibia e alle loro linee oblique. Il legamento patellare è la continuazione del tendine del muscolo quadricipite del femore diretto alla tuberosità riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio tibia. Fascio estremamente robusto e relativamente piatto, esso si attacca sul contorno superiore della patella e si continua davanti alla sua faccia anteriore, terminando talora obliquamente sulla tuberosità della tibia.

Il legamento popliteo obliquo è una delle espansioni del tendine del muscolo semimembranoso che rafforza la faccia posteriore della capsula articolare. Il legamento collaterale tibiale è un fascio robusto e piatto che si estende fra i condili mediali del femore e della tibia. Esso è ben definito anteriormente e si unisce al retinacolo mediale della patella. La principale inserzione inferiore del legamento è situata circa 5 cm.

Esso prende inserzione sul condilo laterale del femore, superiormente ed inferiormente al solco del muscolo popliteo; termina inferiormente sulla faccia laterale della testa della fibula circa 1 cm. I legamenti crociati impediscono il movimento in avanti o in addietro della tibia sotto i condili del femore; sono in riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio certa tensione in tutte le posizioni di flessione, ma vengono posti veramente sotto tensione nella completa estensione e nella completa flessione.

Essi sono inseriti ai margini esterni dei condili della tibia e con le loro estremità anteriore e posteriore alla sua eminenza intercondiloidea. Il menisco mediale è riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio largo e di forma quasi ovalare.

Il menisco laterale è più circolare. Per quanto più piccolo del menisco mediale, esso ricopre una parte un poco maggiore di superficie tibiale. Anteriormente, esso si inserisce all'area intercondiloidea anteriore, lateralmente e posteriormente alla estremità del legamento crociato anteriore. Il menisco laterale è debolmente attaccato attorno al margine del condilo laterale della tibia e manca di un attacco dove esso è incrociato dal tendine del muscolo popliteo.

Un occasionale legamento menisco-femorale anteriore presenta rapporti simili ma in avanti con il legamento crociato posteriore. La membrana sinoviale riveste la capsula articolare e la borsa soprapatellare. Recessi della cavità articolare riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio pure delimitati dalla membrana sinoviale; il recesso sottopopliteo è già stato descritto. Tale anastomosi prende origine dalle interconnessioni terminali di dieci vasi.

Vene che portano gli stessi nomi accompagnano tali arterie. Rami articolari del nervo femorale raggiungono il ginocchio tramite i nervi per i muscoli vasti ed il nervo safeno.

La rotula ha funzione di centratura durante la contrazione del riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio con effetto di aumentare la forza e frenare il movimento di flessione del ginocchio, oltre a ripartire gli sforzi applicati al tendine rotuleo e a stabilizzare il ginocchio nei movimenti rotatori. La superficie anteriore, convessa, della patella appare striata verticalmente dalle fibre tendinee.

Il margine superiore è spesso e fornisce inserzione alle fibre tendinee dei muscoli retto del femore e vasto intermedio. I margini laterale e mediale sono più sottili: essi ricevono le fibre provenienti dai muscoli vasto laterale e vasto mediale. Il rilievo si adatta al solco della superficie patellare del femore e la faccetta mediale e laterale vanno a corrispondere alla superficie del femore che le fronteggia.

La faccetta laterale è più profonda rispetto a quella mediale. La patella mantiene un contatto mobile con il femore in tutte le posizioni del ginocchio. Allorché il ginocchio si sposta da una posizione di completa estensione ad una posizione di completa flessione, prima la parte superiore, poi quella media ed infine quella inferiore della patella vengono a contatto con la superficie patellare del femore.

Anteriori Quadricipite femorale: è il muscolo estensore del ginocchio ed è tre volte più potente dei flessori. Tre muscoli sono monoarticolari: il vasto intermedio che origina dalla parte anteriore della diafisi femorale il vasto mediale che origina dal labbro mediale della linea aspra del femore arrivando prossimalmente sino all'estremità inferiore della linea trocanterica il vasto laterale che origina dal labbro laterale della linea aspra del femore arrivando in alto sino alla base del grande trocantere.

Il retto femorale è invece biarticolare originando con due distinti tendini dalla spina iliaca anteriore inferiore e dal margine superiore dell'acetabolo. Posteriori Bicipite femorale: il capo lungo origina dalla tuberosità ischiatica, il capo breve dalla linea aspra del femore; i due capi si riuniscono in un tendine distale che si inserisce sulla testa del perone. Questo muscolo è un importante flessore del ginocchio ed a ginocchio flesso ruota all'esterno la gamba.

Semimembranoso: origina dalla tuberosità ischiatica e si inserisce a livello del condilo mediale tibiale, posteriormente. Semitendinoso: origina dalla tuberosità ischiatica e si porta alla faccia mediale della tibia. Questi ultimi due muscoli sono flessori del ginocchio ed a ginocchio flesso agiscono come intrarotatori.

Il bicipite femorale, il semimembranoso ed Il semitendinoso costituiscono il gruppo dei muscoli ischiocrurali.

Il semitendinoso inoltre fa parte dei muscoli della zampa d'oca, insieme con il sartorio ed il gracile. Sartorio: origina dalla spina iliaca anteriore superiore e termina alla faccia mediale della tibia presso la tuberosità anteriore.

Gracile o retto interno : origina vicino alla sinfisi pubica e termina alla faccia mediale della tibia I muscoli ischiocrurali sono estensori dell'anca e fiessori del ginocchio e la loro azione in tale senso è legata alla posizione dell'anca. Il sartorio è soprattutto fiessore, abduttore, rotato re esterno dell'anca, oltre che fiessore del ginocchio; il gracile agisce invece come adduttore dell'anca ed accessoriamente come fiessore dell'anca, fiessore del ginocchio, intrarotatore del ginocchio.

E un flessore ausiliario del ginocchio ma è soprattutto un flessore piantare del piede. Tensore della fascia lata che rinforza l'azione degli estensori a ginocchio esteso ed agisce come rotatore esterno. In presenza di una tumefazione del ginocchio occorre riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio se il gonfiore sia comparso precocemente già dalle prime ore consecutive al trauma, o si sia instaurato lentamente nel corso di un paio di giorni: un edema precoce è spesso dovuto ad un emartro da lacerazione di strutture vascolarizzate, quali il legamento crociato anteriore ed il margine meniscale.

Il trattamento, in assenza di una rilevante obiettività, consiste in riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio periodo di riposo assoluto a letto, con un cuscino sotto il ginocchio in modo da consentire una postura senza dolore. Una volta instaurate, le retrazioni articolari vengono trattate mediante esercizi di mobilizzazione passiva associati a manovre di stiramento graduale e protratto, mediante applicazione di ortesi dinamiche e con interventi chirurgici di detenzione.

Tutte queste complicanze possono essere prevenute dalla mobilizzazione precoce e dalla terapia fisica. La deprivazione sensoriale è causa di confusione e di disorientamento, che a loro volta favoriscono la comparsa di sindromi ansiose e depressive.

La causa principale delle piaghe risiede nella compressione protratta; la posizione del paziente costretto a letto o su 16 una sedia a rotelle o immobilizzato in un apparecchio gessato deve essere frequentemente cambiata.

Riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio caso di lesioni più gravi il trattamento di elezione dovrà essere quello chirurgico. Notevoli sono le difficoltà a comparare studi epidemiologici diversi in quanto fra i vari lavori presenti in letteratura spesso non c'e uniformità nel definire le lesioni o nel raccogliere i dati in modo uguale in quanto vengono di volta in volta presi in considerazione parametri differenti circa il livello sportivo, le modalità traumatiche, i meccanismi lesivi, ecc.

E' un dato certo che la popolazione sportiva negli ultimi 25 anni è considerevolmente aumentata per numero, e per impegno: infatti è incrementato il "range" di età più bambini, più anzianisono aumentate le donne che praticano sport, fra le varie scelte a disposizione si sono affermati nuovi sport quali il calcetto, lo squash, il beach volley e altri ancora, infine è notevolmente cresciuto l'agonismo e la competitività nelle manifestazioni sportive a tutti i livelli.

Inoltre numerosi sono i fattori in causa che possono modificare o variare ogni ricerca epidemiologica quali l'età del praticante, il livello di competizione, la diffusione loco-regionale o nazionale per quel tipo di sport, le competenze dell'allenatore o del preparatore, il tipo di sport alta o bassa lesività traumaticaecc.

Le lesioni possono essere suddivise in acute cioè dovute ad un singolo episodio macrotraumatico e in croniche cioè dovute a episodi microtraumatici ripetuti nel tempo e spesso conseguenti alle sollecitazioni gestuali tipiche di ogni sport.

Risulta quindi comprensibile come, a parità di esposizione traumatica, solamente un certo numero di atleti presenti lesioni da sovraccarico funzionale clinicamente evidenti. Le lesioni del menisco mediale sono insieme alla lesione del collaterale mediale le più comuni lesioni del ginocchio. Questo tipo di lesione è classica dei soggetti con età superiore ai 40 anni ed è un segno iniziale dell'artrosi.

Le lesioni del menisco laterale hanno una frequenza minore rispetto a quelle del menisco mediale poichè il menisco laterale è più grande ed è in grado di sopportare meglio gli spostamenti. Inoltre il meccanismo traumatico è più insolito, essendo dovuto a traumatismi in extrarotazione del femore sulla gamba. Un altro meccanismo, per lo più osservato negli atleti meno giovani, è rappresentato da un'iperflessione seguita dal ritorno in piedi.

Siamo di fronte alla classica rottura a manico di secchio del menisco mediale. Due cartilagini semilunari, i menischi mediale e laterale, aumentano la congruenza articolare del ginocchio e svolgono una funzione di ammortizzazione. La rottura meniscale diviene sintomatica allorché la porzione lacerata divenuta mobile, scivolando si interpone fra le superfici articolari del femore e della tibia. Spesso il ginocchio presenta cedimenti e versamenti recidivanti.

La lesione a manico di secchio consiste in una lacerazione longitudinale del menisco. Questo suono e la transitoria risoluzione della sintomatologia testimoniano la riduzione della porzione del manico di secchio in posizione normale. Il lembo mobile del menisco è responsabile di segni di origine meccanica, quali versamenti recidivanti, cedimenti e sensazioni di blocco.

Quando la porzione instabile del menisco riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio incarcerata nella gola intercondiloidea, il ginocchio va incontro a blocco. Questa situazione richiede riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio intervento urgente; i tentativi di carico e di mobilizzazione, riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio, provocano lesioni erosive gravi e permanenti a carico delle superfici articolari del femore e della tibia.

Poiché il terzo esterno del menisco è vascolarizzato, è possibile che le piccole lacerazioni periferiche localizzate in questa zona guariscano. Le lacerazioni periferiche di dimensioni superiori possono venire riparate artroscopicamente mediante suture che accollano la porzione a manico di riabilitazione dopo infortuni e interventi chirurgici del ginocchio alla parte meniscale vascolarizzata.