Buttato giù un giunto sul dito quando si svolgono

BAGNO IN PISCINA DA SIRENA!

Caviglia della motilità articolare

Rientrato nel suo castello, il visconte inizia a dimostrarsi scortese e a compiere malefatte nei confronti dei suoi sudditi, e in particolare nei confronti delle persone alle quali era particolarmente legato prima di rimanere invalido in guerra. Un giorno, mentre il bambino-narratore sta pescando nel laghetto alcune anguille, gli compare davanti la sagoma dello zio, che vedendo che non aveva preso neppure un pesce, vuole compensare questa perdita regalandogli un anello. Il bambino rimane esterrefatto da tanta bontà, quando in quel momento suo zio viene punto da un velenosissimo ragno rosso su una mano.

In cerca del dottor Trelawney per trovare un rimedio, il bambino ripensa al fatto, e buttato giù un giunto sul dito quando si svolgono rende conto che la mano gonfia era la destra, mentre il visconte che lui buttato giù un giunto sul dito quando si svolgono aveva unicamente la mano sinistra.

Alla fine, i due rivali riescono reciprocamente a ferirsi, abbattendo ciascuno la propria spada a ridosso della piaga originaria che li aveva precedentemente dimezzati. Il dottor Trelawney riesce a bendare strettamente le due metà insieme, e dopo alcuni giorni in cui si pensava il visconte potesse anche morire, questi riesce invece a salvarsi miracolosamente ancora una volta, ritornando un uomo intero. Comunque Medardo si sposa finalmente con Pamela, da cui ha molti figli, mentre il dottor Trelawney torna a bordo della nave del capitano Cook in cerca di nuove avventure, lasciando solo ai suoi giochi infantili il bambino-narratore del racconto.

In realtà, pare che gli abitanti di Pratofungo si dessero alla pazza gioia, organizzando per ogni nuovo arrivato delle feste con musiche e danze molto spesso a carattere orgiastico. E proprio a Pratofungo che viene spedita anche la vecchia balia Sebastiana, che Medardo voleva assolutamente mandare via dal castello per attuare i propri progetti. Questa metà del visconte si aggirava per la contea su di un cavallo nero, pronto sempre a compiere delle malefatte verso tutti gli abitanti.

Un lato che a me appare piuttosto comico, rappresenta il fatto che in qualsiasi situazione, la metà buona si mette a compiangere sia colui che è stato leso, che colui che provoca il danno.

A poco a poco, la metà buona di Medardo non veniva più considerata alla stregua di un santo, quanto piuttosto di un scocciatore. Un altro personaggio che ricopre un ruolo importante nel corso del libro è sicuramente il nipote di Medardo, di cui non viene mai svelato il nome, che assolve la funzione di narratore interno.

Il racconto è quindi leggermente filtrato attraverso la sua ottica di bambino, e alcune volte questo rende ancora più assurdo lo svolgimento dei fatti. Il nipote del visconte racconta di come trascorreva il suo tempo giocando da solo, anche se a volte aveva il permesso di partecipare alle attività di ricerca del dottor Trelawney sui fuochi fatui.

Come anticipavo buttato giù un giunto sul dito quando si svolgono prima, il compagno di giochi principale del nipote del visconte è il dottor Trelawney, arrivato per caso a Terralba a cavallo di una botte dopo che la nave presso la quale lavorava fece naufragio. Questo personaggio non ha che un ruolo secondario, ma è interessante notare come egli si spacciasse per medico e non volesse affatto esercitare la sua professione.

Infatti, durante la sua permanenza a Terralba, egli non mosse mai un dito per curare un ammalato, e addirittura aveva il terrore dei lebbrosi, poiché pensava di contrarre la malattia solamente al vederli. Pudico come una fanciulla, a vedere un corpo nudo arrossiva Degli altri personaggi che fanno da sfondo alla vicenda sono gli ugonotti, sfuggiti alle persecuzioni francesi e stabilitisi nei pressi di Terralba.

Grazie a queste innumerevoli situazioni di contrasto, Calvino riesce a rendere, in un certo senso, entrambe le metà di Medardo ugualmente insopportabili. Un altro aspetto interessante della questione consiste, a mio parere, nelle considerazioni che ciascuna metà fa circa la propria condizione. Nel romanzo, secondo me, si possono trovare, oltre alla figura di Medardo, molti altri personaggi che richiamano questo problema: il dottor Trelawney, pudico e timoroso, oppure buttato giù un giunto sul dito quando si svolgono gli instancabili ugonotti, col loro capo Ezechiele.

In un certo senso, tutti questi personaggi potrebbero anche essere considerati degli alienati mentali, poiché, schiacciati dal peso del lavoro o della miseria familiare, non sono riusciti a realizzare completamente sé stessi e le proprie ambizioni, e vanno alla ricerca della propria identità come il dottor Trelawney con i fuochi fatui.

Torna alla home page.