Denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione

Il ginocchio: legamenti e test

Escrescenze ossee sul fianco

Ossa e legamenti del ginocchio Menischi Membrana sinoviale e cavit articolare Vasi e nervi Patella I muscoli. Lesioni meniscali Rotture meniscali Fratture della rotula Rotture del tendine quadricipitale e del legame rotuleo Sublussazione e lussazioni della rotula Lesioni dei legamenti collaterali mediale e laterale Rottura del legamento crociato anteriore Rottura del legamento crociato posteriore Lussazioni del ginocchio.

Le patologie pi frequenti Denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione meno frequenti Atleti infortunati Casistica nella distorsione del ginocchio. Come prevenire i traumi Tecnologie per la prevenzione Limportanza dello stretching Esempi di stretching Il denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione e la sua importanza nel tennis Gli studi sullargomento Le diverse superfici dei campi da tennis Le capacit coordinative generali.

Prefazione Il project work da noi impostato ha preso in esame i problemi relativi ai traumi dellarticolazione del ginocchio e le possibilit di recupero motorio di atleti d'alto livello che hanno patito questa patologia. Pensiamo che in questi anni il tennis si sia evoluto enormemente da tutti i punti di vista. In particolare i carichi di lavoro eccessivi, utilizzando sovraccarichi, causano con maggiore frequenza danni a livello denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione e muscolare.

Crediamo che il ginocchio sia unarticolazione molto coinvolta proprio per tutti gli spostamenti e cambi di direzione che nel campo da tennis vengono effettuati, ed per questo che il nostro interesse applicativo stato rivolto a quest'articolazione. Lo abbiamo analizzato dapprima con una metodologia basata su una bibliografia dettagliata a livello anatomico e fisiologico; dopo di che siamo passati ad analizzare i vari traumi denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione protocolli di riabilitazione utilizzati da medici esperti.

Da analisi fatte abbiamo considerato una casistica su giocatori di alto livello che hanno supportato questi infortuni e che ne sono usciti pi o meno correttamente con programmi studiati in maniera dettagliata dai loro medici. Obiettivi prefissati da questo project work riguardano la definizione di problemi specifici, quali: la prevenzione degli infortuni dopo lesioni del ginocchio; limportanza del riscaldamento, del defaticamento, delle superfici di gioco; limportanza della gestione psicologica dellatleta infortunato.

Il tennista di alto livello, per la ripetitivit del gesto atletico, sia in allenamento che in gara, sottopone a sollecitazione larticolazione del ginocchio esponendosi al rischio di produrre nel tempo patologie da sovraccarico funzionale. Per meglio comprendere il lavoro articolare di un professionista, basti pensare che un atleta durante una stagione agonistica di denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione mesi, tra allenamenti denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione gare, esegue con gli arti inferiori una quantit enorme di movimenti in tutte le direzioni ad intensit diverse e spesso vicine ai massimali con tutte le implicazioni denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione ci pu comportare alle ginocchia.

Il ginocchio unarticolazione complessa, sottoposta a forze che si denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione contemporaneamente su pi piani, sottoponendo le strutture ossee, capsulari, meniscali, legamentose e miotendinee a notevoli sollecitazioni; lesecuzione scorretta del gesto atletico, un improvviso sovraccarico funzionale al ginocchio, un contrasto con piede fisso a terra possono produrre lesioni acute.

Il ginocchio sicuramente l'articolazione che nell'ultimo ventennio ha goduto dei maggiori vantaggi 4. Tuttavia, gli effetti non favorevoli di un prolungato periodo di immobilizzazione sulla cartilagine articolare, sui legamenti, sulle strutture capsulari e sulla muscolatura dell'arto inferiore, hanno di fatto valorizzato il concetto opposto, vale a dire quello di una precoce mobilizzazione del ginocchio,attraverso metodiche riabilitative sempre pi aggressive.

Alcuni di questi interventi, come la mobilizzazione passiva precoce, l'immediata concessione dell'estensione passiva, il carico completo in deambulazione denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione il primo mese, non solo hanno ridotto la percentuale di complicanze quali rigidit o gravi ipotrofie, ma sono stati anche riconosciuti come elementi in grado di favorire un miglior processo riparativo del neolegamento, permettendo spesso allatleta di poter rientrare a competere con successo dopo un periodo di sospensione adeguato e tale da non compromettere eccessivamente la propria classifica.

Il ginocchio unarticolazione a cerniera che consente movimenti di flessione e di estensione. In flessione esiste una sufficiente lassit che permette una piccola rotazione volontaria; nel movimento di completa estensione vi una leggera rotazione mediale del femore rotazione congiunta che consente il raggiungimento della posizione di maggior stabilit.

I condili del femore hanno superfici articolari pi ampie rispetto a quelle dei condili della tibia e vi una componente di rotazione e di scivolamento delle superfici del femore che esaurisce tale discrepanza. Allorch si raggiunta la posizione di estensione, il menisco laterale, pi piccolo, viene dislocato in avanti sulla tibia e si pone saldamente in un incavo del condilo laterale di femore, il che tende a bloccare lestensione.

Il condilo mediale del femore comunque ancora in denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione di scivolare verso laddietro, portando cos la sua superficie anteriore e pi piatta a completo contatto con la tibia.

Tali movimenti di rotazione congiunta portano i legamenti crociati in una posizione di tensione o di blocco. I legamenti collaterali vengono tesi massivamente e ne risulta una posizione di estensione completa stabile e serrata.

Denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione tensione dei legamenti e la stretta vicinanza delle parti pi piatte dei condili fa s che la posizione eretta possa essere mantenuta con relativa facilit. La sequenza di eventi che si verificano nella flessione luniverso di quanto avviene nellestensione. La flessione pu essere effettuata con un movimento di circa gradi e alla fine viene limitata dal contatto fra il polpaccio e la coscia.

I muscoli implicati in tali movimenti del ginocchio sono principalmente i muscoli della coscia. Nel ginocchio vi sono tre articolazioni: larticolazione femore-patellare e le due articolazioni femoro-tibiali. Le ultime due sono denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione dai legamenti crociati intraarticolari e dalla piega sinoviale infrapatellare. Le tre cavit articolari sono connesse da strette aperture. Le superfici articolari del femore sono i suoi condili mediale e laterale e la superficie patellare.

I condili sono foggiati a forma di spessi ovoidi divergenti inferiormente e posteriormente. Le loro superfici gradualmente variano da una leggera curvatura anteriore ad una curvatura pi accentuata posteriormente e sono separate dalla superficie patellare da un lieve solco.

Sulla faccia superiore della tibia vi sono due distinte aree, ricoperte da cartilagine. La superficie del condilo mediale pi ampia, ovalare e leggermente concava; quella del condilo laterale approssimativamente circolare, concava trasversalmente, ma concavo-convessa antero-posteriormente. Le fosse delle superfici articolari sono rese pi profonde da menischi discoidali.

La capsula articolare dellarticolazione del ginocchio difficilmente separabile dai legamenti e dalle aponeurosi sovrapposti ad essa. In posizione posteriore le sue fibre verticali originano dai condili e dalla fossa intercondiloidea del femore; inferiormente tali fibre sono ricoperte dal legamento popliteo obliquo. La capsula articolare si inserisce ai condili della tibia e, in forma incompleta, ai menischi. I legamenti esterni che rinforzano la capsula articolare sono costituiti dalla fascia lata e dal tratto iliotibiale, dai retinacoli della patella mediale e laterale e dai legamenti patellare, popliteo obliquo e popliteo arcuato.

Anche il legamento collaterale tibiale costituisce un valido rinforzo alla capsula articolare sul lato mediale. I tendini aponevrotici dei muscoli vasti aderiscono ai lati della patella e successivamente si espandono sulla faccia anteriore e sui lati della capsula articolare come retinacoli mediale e laterale della patella.

Inferiormente, essi si inseriscono sulla faccia anteriore dei condili della tibia e sulle loro linee oblique fino ai lati dei legamenti collaterali. Superficialmente, la fascia lata riscopre e si confonde con i retinacoli della patella, quando essa si porta in basso per aderire ai condili della tibia e alle loro linee oblique.

Lateralmente, il tratto ilio-tibiale si piega verso lavanti al di sopra del retinacolo laterale della patella e si fonde con la capsula articolare anteriormente; il suo margine posteriore libero ed il tessuto adiposo tende ad interporsi fra esso e la capsula. Il legamento patellare la continuazione del tendine del muscolo quadricipite del femore diretto alla tuberosit della tibia.

Fascio estremamente robusto e relativamente piatto, esso si attacca sul contorno superiore della patella e si continua davanti alla sua faccia anteriore, terminando talora obliquamente sulla tuberosit denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione tibia.

Una borsa infrapatellare profonda interposta fra il legamento patellare e losso. Unampia borsa infrapatellare sottocutanea presente nel tessuto che ricopre il legamento patellare.

Il legamento popliteo obliquo una delle espansioni del tendine del muscolo semimembranoso che rafforza la faccia posteriore della capsula articolare. Allorch questo tendine si inserisce nel solco posto sulla superficie posteriore del condilo mediale della tibia, esso emette tale espansione obliqua che, diretta lateralmente e verso lalto, incrocia la faccia posteriore della capsula articolare.

I legamenti collaterali sono molto importanti per la stabilit del ginocchio, impediscono lipertensione dellarticolazione e qualsiasi angolazione in abduzioneadduzione.

Essi decorrono ai lati del ginocchio ed il loro compito di stabilizzare larticolazione nei movimenti di traslazione laterale. I vasi sanguiferi geniali inferiori passano fra essi e larticolazione, ma soltanto il legamento collaterale fibulare si trova chiaramente al di fuori della capsula articolare.

Il legamento collaterale tibiale un fascio robusto e piatto che si estende fra i condili mediali del femore e della tibia.

Esso ben definito anteriormente e si unisce al retinacolo mediale della patella. Il tendine della zampa doca ricopre inferiormente 7. La parte posteriore del legamento caratterizzata da fibre a decorso obliquo le quali convergono a livello dellarticolazione provenendo da sopra e da sotto e fornendo al legamento unintersezione nel menisco mediale. La principale inserzione inferiore del legamento situata circa 5 cm.

Il legamento collaterale fibulare una formazione cordoniforme, arrotondata, che completamente separata dalla capsula articolare dellarticolazione del ginocchio. Esso prende inserzione sul condilo laterale del femore, superiormente ed inferiormente al solco del muscolo popliteo; termina inferiormente sulla faccia laterale della testa della fibula circa denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione cm.

Il tendine del muscolo popliteo si porta in profondit al legamento collaterale fibulare, ed il tendine del muscolo bicipite del femore si divarica attorno alla sua inserzione fibulare, con linterposizione di una piccola borsa denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione inferiore.

Unaltra borsa situata sotto lestremit superiore del legamento collaterale fibulare e lo separa dal tendine del muscolo popliteo. La membrana sinoviale dellarticolazione, protendendo in forma di recesso sottopopliteo, separa il tendine del muscolo popliteo dal menisco laterale.

I legamenti crociati impediscono il movimento in avanti o in addietro della tibia sotto i condili del femore; sono in una certa tensione in tutte le posizioni di flessione, ma vengono posti veramente sotto tensione nella completa estensione e nella completa flessione. La funzione biomeccanica di stabilizzare reciprocamente durante il movimento larticolazione del ginocchio, impedendo il movimento di della cavit articolare.

Si chiamano crociati, perch si incrociano al centro dellarticolazione. Essi sono situati interamente nella capsula articolare dellarticolazione del ginocchio nel piano verticale fra i due condili, ma sono esclusi dalla cavit sinoviale da rivestimenti della membrana sinoviale. Il legamento crociato anteriore denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione dallarea rugosa e non articolare posta davanti alleminenza intercondiloidea della tibia e si estende verso lalto e verso il dietro fino alla parte posteriore della faccia mediale del condilo laterale del femore.

Il legamento crociato posteriore si porta verso lalto e verso lavanti sul lato mediale del legamento anteriore. Esso si estende denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione dietro leminenza intercondiloidea della tibia alla faccia laterale del condilo mediale del femore.

Pi spessi a livello dei loro margini esterni ed assottigliantisi via via con i bordi liberi allinterno dellarticolazione, i menischi si portano in posizione profonda nella fossa articolare per raccordarsi con i condili del femore. Essi sono inseriti ai margini esterni dei condili della tibia e con le loro estremit anteriore e posteriore alla sua eminenza intercondiloidea.

Essi sono addossati e fusi con la capsula articolare, possiedono una discreta mobilit e deformabilit che consente loro di adattarsi ai mutamenti spaziali che si verificano durante i diversi movimenti articolari; la loro funzione di stabilizzare il movimento di scivolamento e rotolamento dellestremit femorale, grossolanamente sferica, su una superficie piatta quale quella della tibia rendendo agevole e meno intenso l'attrito.

Il menisco mediale pi largo e denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione forma quasi ovalare. Pi ampio posteriormente, si assottiglia anteriormente nel punto di inserzione allarea intercondiloidea della tibia davanti allorigine del legamento crociato anteriore.

Il menisco laterale pi circolare. Per quanto pi piccolo del menisco mediale, esso ricopre una parte un poco maggiore di superficie tibiale. Anteriormente, esso si inserisce all'area intercondiloidea anteriore, lateralmente e posteriormente alla estremit del legamento crociato anteriore. Posteriormente, esso termina a livello dellarea intercondiloidea posteriore davanti allestremit del menisco mediale.

Il menisco laterale debolmente attaccato attorno al denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione del condilo laterale della tibia e manca di un attacco dove esso incrociato dal tendine del muscolo popliteo.

Nella parte posteriore dellarticolazione, il menisco laterale d origine ad alcune delle fibre del muscolo popliteo e, in prossimit della sua inserzione posteriore alla tibia, esso spesso d origine ad un gruppo di fibre note come legamento menisco-femorale posteriore. Questo pu unirsi al legamento crociato posteriore o pu inserirsi al condilo mediale del femore posteriormente al legamento crociato.

Un occasionale legamento menisco-femorale anteriore presenta rapporti simili ma in avanti con il legamento crociato posteriore. Il legamento traverso del ginocchio connette il margine convesso anteriore del menisco laterale allestremit anteriore del denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione mediale.

Essa comprende lo spazio fra e attorno ai condili, si estende verso lalto al di dietro della patella per includere larticolazione femoro-patellare e comunica liberamente con la borsa soprapatellare fra il tendine del muscolo quadricipite del femore ed il femore. La membrana sinoviale riveste la capsula articolare e la borsa soprapatellare. Recessi della cavit articolare sono pure delimitati dalla membrana sinoviale; il recesso sottopopliteo gi stato descritto.

Esistono altri recessi dietro la parte posteriore di ogni condilo del femore; allestremit superiore del recesso mediale, la borsa posta denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione il capo mediale denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione muscolo gastrocnemio pu aprirsi allinterno Il corpo adiposo infrapatellare costituisce la posizione anteriore del setto mediano che, con i legamenti crociati, separa le due articolazioni femoro-tibiali.

Dai margini laterale e mediale della superficie articolare della patella alcune pieghe della membrana sinoviale si spingono allinterno dellarticolazione e formano due pieghe alari frangiformi, denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione raccolgono raccolte di tessuto adiposo.

Nella regione del ginocchio esiste unimportante anastomosi del ginocchio. Essa costituita da un plesso superficiale posto superiormente ed inferiormente alla patella, cui si associa un plesso profondo posto sulla capsula articolare dellarticolazione del ginocchio e sulle adiacenti superfici ossee. Denominato collegamento osso danni legamenti nellarticolazione anastomosi prende origine dalle interconnessioni terminali di dieci vasi.

Due di questi discendono al ginocchio: il ramo discendente dellarteria circonflessa laterale del femore e larteria suprema del ginocchio dellarteria femorale. Cinque sono rami dellarteria poplitea a livello del ginocchio: le arterie superiore mediale, superiore laterale, media, inferiore mediale e inferiore laterale del ginocchio. Tre rami di arteria della gamba risalgono fino allanastomosi: le arterie ricorrente tibiale posteriore, peronea circonflessa e ricorrente tibiale anteriore.

Vene che portano gli stessi nomi accompagnano tali arterie. I vasi linfatici dellarticolazione del ginocchio drenano nei linfonodi poplitei ed inguinali.