Trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale

Fratture vertebrali: opzioni di trattamento, farmacologiche e non

Agenti anti-infiammatori per il mal di schiena

Pubblicato da Samuele Passigli il 15 Marzo in Ortopedia. Carluzzo F, Dott. Stamilla M, Dott. Pitino D, Dott. Pietropaolo A.

Giuseppe Sessa. Abstract Le fratture del bacino rappresentato un entità morbosa relativamente rara, ma la crescente incidenza, insieme alle caratteristiche di elevate morbilità e mortalità cui si accompagnano, le rendono un importante capitolo della traumatologia scheletrica. Frai possibili trattamenti utilizzabili ricordiamo la fissazione esterna, la sintesi con placca e viti sia anteriore che posteriore.

La causa principale della frattura è stata un trauma dovuto ad incidente stradale. I 15 pazienti sono stati seguiti tramite follow-up clinico-radiologico ad 1 a 3 a 6 a 12 mesi.

I nostri pazienti sono stati valutati a distanza tramite EuroQoL quality of life. Introduzione Il bacino o pelvi è una struttura eterogenea che svolge un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale e nel distribuire i carichi dallo scheletro assiale agli arti inferiori; inoltre interpreta una preziosa funzione protettiva nei confronti delle delicate strutture viscerali e vascolo nervose endocavitarie.

Alla stabilizazione di questo complesso osteoarticolare concorrono numerosi legamenti sacroiliaci posteriori, sacrotuberoso e sacrospinoso, interossei. Le fratture del bacino rappresentato un entità morbosa relativamente rara, ma la crescente incidenza, insieme alle caratteristiche di elevate morbilità e mortalità cui si accompagnano, le rendono un importante capitolo della traumatologia scheletrica.

La mortalità precoce spesso è legata ad emorragie o a lesioni craniche chiuse, mentre la mortalità tardiva è secondaria a sepsi o a insufficienza multisistemica. Gli schemi di classificazione pelvici attualmente in uso sono utili in quanto definiscono adeguatamente queste lesioni, sono informativi e consentono ai clinici di comunicare tra loro.

Essi aiutano anche nel pianificare un trattamento; tuttavia, sono suscettibili di errori tra gli osservatori e la loro capacità di predire realmente le lesioni associate. I due schemi più popolari attualmente in uso sono il sistema di Tile e il sistema di Young-Burgess.

Il sistema di Tile combina schemi direzionali di distruzione pelvica con segni radiografici di stabili o instabilità. Questi tipi principali sono ulteriormente sottoclassificati secondo i segni specifici della lesione. Il sistema di Young-Burgess, simile allo schema di Tile, cerca di collegare la direzione della forza che ha creato la lesione al tipo di frattura osservato radiograficament. Si ritiene che il sistema di Young-Burgess quando combinato con un esame obiettivo, fornisca valide informazioni concernenti la condizione complessiva del paziente e il rischio di lesioni associate.

Spesso è la conoscenza del meccanismo di lesione a dire al medico cosa aspettarsi. Esame obiettivo: una frattura pelvica è una delle poche lesioni ossee che possono portare alla morte del paziente. Pertanto la TC adiuvata dalle ricostruzioni in 2D trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale 3D ci permette di inquadrare meglio il tipo e la sede delle lesioni presenti.

Trattamento Incruento Il trattamento conservativo trova indicazione nel caso di lesioni stabili con minimo spostamento. In questi casi una cauta mobilizzazione e un carico protetto garantiscono la guarigione; e buona regola eseguire un controllo radiografico dopo la concessione di un carico parziale.

Sempre meno spazio si concede al trattamento classico con apparecchi gessati e lungo riposo a letto, mentre la trazione va riservata a quei vari pazienti con lesioni di interesse chirugico o inoperabili per vari motivi. Cruento Per tutti i pazienti ricoverati con politrauma si applica un protocollo standardizzato per il primo trattamento.

Se la frattura pelvica provoca una instabilità emodinamica, questo protocollo viene allargato con un modulo per le fratture complesse del bacino.

Esso è basato su due semplici decisioni da prendere entro 3 minuti dal ricovero: — cingolo trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale instabile o stabile; — emodinamica del paziente stabile o instabile. Mentre i rari casi di emorragia pelvica devono portare ad un trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale intervento chirurgico, la maggior parte dei pazienti sarà sottoposto ad una valutazione diagnostica primaria.

Spesso la stabilizzazione meccanica riduce la quantità di perdita ematica del bacino, ma non fornisce una completa emostasi. In pazienti con cingolo pelvico instabile ma stabilità trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale è trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale una dettagliata valutazione della natura della lesione pelvica prima di decidere sulle indicazioni e sulla scelta delle tecniche di stabilizzazione adatte.

Le indicazioni sulla stabilizzazione chirurgica o sul trattamento conservativo si basano sul tipo di frattura: — tipo A cingolo stabile : normalmente non è necessaria la stabilizzazione chirurgica, il trattamento funzionale non provocherà ulteriori spostamenti. Il trattamento consiste in alcuni giorni di riposo a letto, terapia farmacologica analgesici ed eparinici e successiva deambulazione.

Qualsiasi parte del cingolo pelvico in cui sia diagnosticabile una reale instabilità dovrebbe essere sottoposta a stabilizzazzione chirurgica, per fornire sia la stabilità, sia una sicurezza sufficente per permettere la deambulazione. Il seguente algoritmo spiega in maniera più dettagliata e schematica il tipo di trattamento cruento da scegliere in relazione alla stabilità sia emodinamica che della pelvi. Trale condizioni associate nei diversi pazienti si mettevono in evidenza: versamento trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale endopelvico, versamento pleurico, contusione renale, frattura metadiafisiaria falange prossimale I dito mano destra, lussazioni metacarpo-falangee IV e V dito mano destra, frattura teste II-III e IV metatarso piede sinistro, IV-V metatarso piede destro, sublussazione I metatarso e I cuneiforme piede destro, lussazione polso sinistro, frattura esposta di rotula, frattura condilo femorale esterno, frattura piatto tibiale, frattura processi trasversi L2-L3.

Dei 15 pazienti 5 presentavano delle fratture tipo A2 secondo la classificazione di Tile. Per tali tipi di frattura i diversi trattamenti sono stati i seguenti: — riduzione e sintesi con placca e viti; — stabilizzazione con stabilizzatore esterno tipo Hoffman; — riposo a letto per 5 settimane.

Dei rimantenti pazienti 2 presentavano delle fratture di tipo B1 secondo la classificazione di Tile e 1 presentava una frattura di tipo B2.

Per questi pazienti il trattamento cruento è variato tra: — riduzione e sintesi con placca e viti; — stabilizzazione con fissatore esterno tipo Hoffman. I rimanenti 7 pazienti presentavano delle fratture di tipo C secondo Tile, di queste 1 era di tipo C1, 1 di tipo C1.

Per tale tipo di leioni i possibili trattamenti sono stati: — riduzione e sintesi con placca a ponte transiliaca e viti; — stabilizzazione con fissatore esterno tipo Orthofix; — stabilizzazione con due viti di Asnis per via posteriore.

Moderatamente ansioso,nessun problema deambulatorio e nella cura di sé ma con modesto dolore e lievi problemi nelle attività usuali; 2. Non ansioso che non presenta problemi nella cura di sè ma che presenta lievi problemi alla deambulazione, nelle attività usuali con modesto dolore.

Non ansioso che non presenta nessun problema deambulatorio, nella cura di sé e nelle attività usuali. Non ansioso che non presenta nessun problema deambulatorio, nelle attività usuali, ma lievi problemi nella cura di sè. Non ansioso che presenta lieve dolore ma nessun problema deambulatorio, nella cura di sé e nelle attività usuali. Moderatamente ansioso che presenta lieve dolore lievi problemi deambulatori e nella cura di sé ma nessun problema nelle attività trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale 2.

Non ansioso che presenta lieve dolore lievi problemi nella cura di sé ma nessun problema nelle attività usuali ed nella deambulazione; 3. Non ansioso che non presenta nessun problema deambulatorio, nelle attività usuali, ma lievi problemi nella cura di sè 7. Non ansioso che presenta lieve dolore e lievi problemi nelle attività usuali ma nessun problema deambulatorio e nella cura di sé.

Conclusioni Data la complessità della stabilità pelvica possono essere fornite solo alcune linee guida: — Approccio pluridisciplinare prima e dopo il trattamento.

Caso clinico 1 Case report: Trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale. Maschio 22 anni con frattura di bacino tipo A di tile. Controllo a 40 giorni. Caso clinico 2 Case report: S. Maschio 55 anni con frattura di bacino tipo B di Tile.

Caso clinico 3 Case report: L. Maschio 41 anni con frattura di bacino tipo C di Tile. Bibliografia 1 Monticelli G. Giuseppe Sessa Abstract Le fratture del bacino rappresentato un entità morbosa relativamente rara, ma la crescente incidenza, insieme alle caratteristiche di elevate morbilità e mortalità cui si accompagnano, le rendono un importante capitolo della traumatologia scheletrica.

Non ansioso che non presenta nessun trattamento delle fratture complesse della colonna vertebrale deambulatorio, nelle attività usuali, ma lievi problemi nella cura di sè 3 TILE B 1. Preoperatorio Postoperatorio Controllo postoperatorio rimozione F.