Protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale

Fratture vertebrali. Ne parla il prof. Luigi Manfrè

Bloccanti per un articolazioni iniezione

La spondilodiscite è l'infezione della colonna vertebrale interessante il disco e le vertebre adiacenti. Protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale metà degli anni '70, dato il calo della tubercolosi, nei paesi industrializzati le forme aspecifiche sono divenute le più frequenti. D'altra parte le forme tubercolari non sono scomparse a causa dell'aumento dei flussi migratori dai paesi ad alta endemia e dell'associazione con l'infezione da HIV.

Come si manifesta? La spondilodiscite presenta notevoli problemi di diagnosi precoce poich i dati clinici, nelle fasi iniziali, sono sovrapponibili a quelli di altre malattie della colonna vertebrale.

Il sintomo più comune è il mal di schiena spesso intenso, continuo e resistente all'allettamento ed agli analgesici ; altri sintomi sono l' astenia, la febbre, e meno frequentemente la presenza di deficit neurologici e di deformità della colonna. Le spondilodisciti aspecifiche si presentano generalmente con un quadro clinico più marcato caratterizzato da sintomi più eclatanti rispetto alle forme specifiche; d'altra parte, questa ultime presentano più frequentemente deficit neurologici e deformità della colonna rispetto alle forme aspecifiche.

I principali fattori che vanno considerati nella scelta del tipo di trattamento sono: l'estensione dell'infezione, la sintomatologia del paziente e l'evolutività della lesione.

Trattamento conservativo Il trattamento conservativo di una spondilodiscite è basato sulla antibioticoterapia specifica e sull'immobilizzazione. Per le spondilodisciti aspecifiche la durata del trattamento varia a seconda del germe in causa e della precocità della diagnosi. Nei casi in cui il germe non è isolato si utilizza una antibioticoterapia ad ampio spettro. Per la spondilodiscite tubercolare, invece, il trattamento antibiotico è più protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale.

Esso prevede l'utilizzo combinato di 3 o 4 antibiotici specifici Rifampicina, Isoniazide, Etambutolo e pirazinamide da protrarre per molti mesi mesi. L'evoluzione favorevole dei casi trattati porta alla scomparsa dei dolori, al miglioramento dello stato fisico generale, alla normalizzazione degli indici di infiammazione, all'addensamento delle lesioni ossee, e all'anchilosi protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale o meno completa delle vertebre coinvolte.

La RMN rappresenta l'esame strumentale di riferimento per il controllo della evoluzione clinica. Trattamento chirurgico Il trattamento chirurgico è indicato quando è presente un deficit neurologico, quando il coinvolgimento osseo è esteso ev. A tal fine l'approccio chirurgico è frequentemente combinato, anteriore e posteriore.

In caso di deformità secondaria, l'artrodesi deve essere preceduta dalla correzione della stessa. La prognosi della malattia è tuttavia molto favorevole se il trattamento ortopedico viene iniziato in età puberale e continuato nel periodo di crescita. Come si cura? Trattamento conservativo La prima fase di cura, specie se la cifosi è rigida, si basa sull'applicazione temporanea di un busto gessato seguito poi da corsetti ortopedici.

I corsetti utilizzati sono il classico Milwaukee ed il corsetto "Maria Adelaide", che ha il vantaggio, rispetto al primo, di non fare uso della mentoniera e, a parità di efficacia, di essere ben tollerato e meno protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale Fig.

La riabilitazione ha come finalità il mantenimento di una adeguata flessibilità della colonna e rinforzare la muscolatura estensoria. L'osteoporosi è una condizione clinica caratterizzata dalla riduzione della massa ossea Fig. Tutto questo influisce negativamente sulle attività della vita quotidiana come il vestirsi, il mangiare e il camminare, con importanti sequele quali la malnutrizione, l'insonnia, la perdita di indipendenza o l'isolamento.

L'invalidità del paziente anziano, inoltre, innesca un meccanismo a cascata poichè l'immobilità comporta il peggioramento dell'osteoporosi che a sua volta induce un aumento ulteriore del rischio di fratture non solo vertebrali, e quindi di invalidità. Le fratture vertebrali osteoporotiche rappresentano quindi un importante problema di salute pubblica con rilevanti conseguenze medico-sociali. In questi casi è utile eseguire una Risonanza Magnetica RM che permette la diagnosi con alta sensibilità Fig.

Trattasi di due procedure chirurgiche, che prevedono la stabilizzazione della frattura mediante cementazione, preceduta nella cifoplastica dal tentativo di correzione dello schiacciamento del corpo vertebrale Fig. La lordoplastica, invece, è una tecnica derivata dalla vertebroplastica ed è indicata nel caso di gravi deformità fratturative. Nonostante la continua diffusione di queste metodiche di cementazione, in letteratura scientifica non vi sono indicazioni specifiche al trattamento conservativo o chirurgico.

La scoliosi dell'adulto si differenzia dalla scoliosi idiopatica dell'età evolutiva poiché è una deformità generalmente più rigida, responsabile di sbilanciamento della colonna vertebrale e causa di dolore; inoltre, spesso si associa un restringimento del canale lombare stenosi. La scoliosi di tipo II è chiamata anche scoliosi idiopatica progressiva nell'adulto poiché è una deformità dell'adulto conseguenza di una scoliosi nell'adolescenza; le caratteristiche della scoliosi di tipo II variano a seconda del tipo di scoliosi adolescenziale e del trattamento pregresso.

La scoliosi di tipo III, chiamata anche scoliosi degenerativa secondaria, è conseguenza di una scoliosi adiacente di varia natura o di una patologia interessante gli arti inferiori o di patologie metaboliche dell'osso che causano fratture vertebrali. Il sintomo più frequente della scoliosi nell'adulto è il dolore interessante la colonna vertebrale; talvolta si associa un dolore interessante anche gli arti inferiori.

Il dolore alla colonna vertebrale è la conseguenza dei fenomeni artrosici, dell'instabilità e dell'affaticamento muscolare. Il dolore agli arti inferiori, invece, è conseguenza delle compressione-trazione delle radici spinali, causata dalla scoliosi, o della stenosi del canale vertebrale spesso associata. Quando il dolore agli arti inferiori è causato dalla stenosi del canale, esso è generalmente scarso a riposo ma diviene sempre più evidente con la deambulazione, fino a che il paziente è costretto a fermarsi.

Questo fenomeno tipico si chiama claudicazione neurogena intermittente. Raramente si verificano deficit neurologici degli arti. La scelta del trattamento più adeguato deve prevedere un'accurata valutazione della deformità, delle caratteristiche del dolore, della responsività alle eventuali terapie pregresse e delle possibili malattie associate all'età medio-avanzata valutazione multidisciplinare. Trattamento conservativo Il trattamento conservativo ha lo scopo di ridurre il dolore e contenere l'aggravamento della scoliosi.

Questi obiettivi possono essere soddisfatti mediante una serie di provvedimenti quali il corsetto ortopedico Fig. Il protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale ortopedico deve essere di tipo rigido, realizzato su misura protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale indossato durante le ore diurne; l'utilizzo del corsetto va integrato con la riabilitazione al fine di mantenere un adeguato tono-trofismo della muscolatura del tronco.

Nel caso sia presente una sintomatologia irradiata agli arti inferiori, non responsiva ai comuni farmaci anti-dolorifici, è indicato il trattamento infiltrativo infiltrazione foraminale o epidurale. I tumori che interessano la colonna vertebrale si distinguono in tumori primitivi e tumori secondari o metastatici.

I tumori primitivi hanno origine da strutture che costituiscono il tessuto scheletrico cellule ossee, cartilaginee, cellule del midollo, ecc. La diagnosi di tumore alla colonna vertebrale deve emergere dall'insieme delle indagini anamnestiche, cliniche, strumentali e istologiche biopsia.

La diagnosi istologica è l'unica certezza diagnostica e si basa sul prelievo di piccole parti del tessuto sospetto biopsia ; la biopsia è indispensabile per distinguere le protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale primitive dalle secondarie e differenziare i vari tipi di tumore e il grado di malignità.

Ogni tipo di tumore presenta specifici protocolli di trattamento e il programma terapeutico più adeguato medico, chirurgico o combinato deriva da una accurata valutazione multidisciplinare oncologica, chirurgica, ortopedica, ecc.

Trattamento chirurgico. In linea generale il trattamento chirurgico dei tumore primitivi mira alla cura del tumore resezione radicale della massa tumorale allo scopo di impedirne la recidiva e la disseminazione quando maligni Fig. Per tale motivo, soprattutto nel protocolli per il trattamento delle fratture da compressione della colonna vertebrale di tumori primitivi maligni, si tratta di una chirurgia particolarmente demolitiva e che spesso comporta il sacrificio in termini di muscoli, legamenti e radici nervose.

Marco Brayda Bruno Dott. Alessio Lovi Dott. Andrea Luca. Gli elementi che orientano verso la diagnosi di spondilodiscite sono: Mal di schiena cronico soprattutto se soggetto a rischio. Infezione extrascheletrica recente.

Esiti recenti di chirurgia discale contaminazione diretta. Emocoltura positiva. Risonanza magnetica positiva i segni radiografici, invece, sono tardivi rispetto alla clinica. Allo stadio iniziale si tratta di segni modesti, mentre immagini più nette sono riscontrabili soltanto come segni tardivi. Grave deformità vertebrale causata da spondilodiscite tubercolare. RM e TC preoperatorie, spondilodiscite tubercolare dorsale. Rx postoperatorie, artrodesi e decompressione anteriore e posteriore.

Che cos'è? La cifosi è la normale curvatura che il tratto dorsale della colonna vertebrale assume in posizione eretta. L'ipercifosi posturale dell'adolescente è una accentuazione della curva cifotica senza caratteristiche strutturali, non è rigida e quindi correggibile facilmente. Quando la cifosi in età puberale non è invece correggibile e si accompagna alla cuneizzazione "schiacciamento" di almeno tre vertebre vicine si parla di malattia di Scheuermann o cifosi osteocondrosica Fig.

Maschio, 14 anni. Trattamento con corsetto tipo "Maria Adelaide" per malattia di Scheuermann. Che cosa sono? Le fratture su base osteoporotica si verificano anche per traumi di modesta entità e interessano tipicamente segmenti a prevalente composizione ossea spugnosa, come il corpo delle vertebrale, il collo del femore e le ossa del polso. Tra tutte le fratture su base osteoporotica, quelle vertebrali sono le più "precoci" e le più comuni. La tipica frattura vertebrale osteoporotica è la frattura da compressione Fig.

Deformità vertebrale conseguente a frattura su base osteoporotica a destra. Si noti "l'incurvamento in avanti" della colonna vertebrale rispetto alla colonna normale a sinistra. Quando la frattura si produce spontaneamente, cioè in assenza di traumatismi rilevanti, viene anche chiamata cedimento vertebrale. Per tali motivi un paziente anziano con dolore vertebrale persistente, e che non migliora con i comuni farmaci analgesici, ha elevate probabilità di avere una frattura vertebrale.

La diagnosi e il trattamento delle fratture vertebrali hanno importanza rilevante considerando l'alto rischio di invalidità a lungo termine conseguente alla progressiva deformità vertebrale causata dalla frattura Fig.

Inoltre il progressivo incurvamento in avanti delle colonna comporta un sovraccarico di lavoro della sua muscolatura, con conseguente mal di schiena cronico; caratteristico anche l'accorciamento del tronco e l'abbassamento della statura. Come si manifestano? Gli elementi clinico-anamnestici che orientano verso la diagnosi di frattura vertebrale su base osteoporotica sono: - Dolore vertebrale insorto acutamente dopo uno sforzo anche ordinario starnuto, sollevamento di un peso, spostamento di un vaso, ecc.

In caso di sospetta frattura il primo esame da eseguire è la radiografia della colonna vertebrale. Quando la frattura comporta una modificazione della conformazione della vertebra essa è evidenziabile sulla radiografia sotto forma di una deformità, di tipo variabile a secondo del segmento vertebrale interessato, dell'entità dello stress esercitato sulla colonna e dal grado di osteoporosi.

La deformità più frequente è quella a cuneo, secondaria al collasso della parte anteriore del corpo vertebrale Fig.

Come si curano? Nel caso di frattura recente è indispensabile prescrivere al paziente il riposo a letto e il divieto di stazione eretta per almeno giorni. La cifoplastica rappresenta una evoluzione della vertebroplastica Mark Reiley, La tecnica prevede infatti, prima della stabilizzazione del corpo vertebrale fratturato, il tentativo di correzione della deformità mediante un palloncino sintetico che viene gonfiato all'interno del corpo vertebrale; dopo questo rimodellamento il palloncino viene estratto e si procede alla cementazione come nella vertebroplastica Fig.

Introduzione del palloncino Fig. Gonfiamento del palloncino Fig. Iniezione del cemento acrilico. Trattamento chirurgico Il trattamento chirurgico ha come obiettivi la correzione e la stabilizzazione definitiva della scoliosi, prevenendo i dolori vertebrali e gli effetti della deformità vertebrale sull'apparato respiratorio e cardiocircolatorio che possono comparire nel tempo.

La scelta della via chirurgica è condizionata da molteplici fattori quali il tipo e l'entità della deformità, l'età e le caratteristiche cliniche del paziente. Femmina, 60 anni, de novo scoliosi lombare. Radiografie prima dell'intervento a sinistra e dopo l'intervento di correzione e artrodesi posteriore a destra.

La durata del ricovero ospedaliero per un intervento di artrodesi vertebrale per scoliosi è di circa una settimana. A questo segue un periodo di riabilitazione assistita, posturale e respiratoria, di circa giorni.