Malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature

Spondilolistesi - Cosa è e come si cura

Dolore al di sopra della spalla destra da dietro,

I sintomi possono essere progressivi rapidi o lenti o stazionari. Attraverso il riconoscimento di sintomi chiave, le sindromi neurologiche associate alla malattia del disco possono essere, in relazione alla sede: cervicale, cervicotoracica, toracolombare, lombosacrale e combinata multifocale. La TC permette di rilevare compressioni francamente laterali, poco o non rilevabili alla radiologia convenzionale. Il nucleo polposo è un globulo gelatinoso di aspetto leggermente translucido posizionato eccentricamente tra il centro e il terzo dorsale del disco.

Tale porzione periferica è larga, consistente ma elastica ed è formata da fasci paralleli di fibre, immerse in un tessuto cartilagineo ialino con fibre elastiche. I fasci connettivali inseriti con le loro estremità sulle superfici articolari, si raccolgono per formare lamine concentriche, tanto più dense quanto più sono vicine alla periferia. Fisiologia Per consentire la mobilità della colonna vertebrale il DI, interposto tra i singoli corpi vertebrali, si deforma.

Le funzioni essenziali dei DI consistono nel resistere alle sollecitazioni di carico di tipo compressivo e contribuire alla stabilità ed alla flessibilità della colonna vertebrale. Appena un carico compressivo viene applicato lungo il DI la forza è assorbita, per la maggior parte, dal NP. Fisiopatologia Sono descritte due tipologie di malattia, indicate come discopatie tipo I e tipo II di Hansen.

La degenerazione fibrosa del disco o discopatia tipo II di Malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature colpisce soggetti più anziani di tutte le razze, interessando in prevalenza soggetti di taglia grande. Essa è caratterizzata dalla metaplasia fibrosa del nucleo polposo. La capacità del midollo spinale di tollerare una dislocazione dipende dalla forza dinamica della compressione che, a sua volta, è determinata da diversi fattori: rapporto tra diametro del canale midollare e diametro del midollo maggiore nella regione cervicale rispetto a quella toracolombare ; volume della massa compressiva estrusa presenza di coaguli, volume del tessuto infiammatorio ; tipo di paratopia, velocità di estrusione, tempo di permanenza della compressione.

Le protrusioni tipo II di Hansen e lo sviluppo lento delle estrusioni parziali tipo I di Hansen possono produrre una compressione progressiva del midollo spinale con la comparsa di dolore dovuto alla compressione stessa. Talvolta il proprietario riferisce di una sintomatologia ad insorgenza improvvisa caratterizzata da episodi ripetuti di vocalizzazioni o urla conseguenti a dolore spontaneo di breve durata o associato a particolari movimenti del collo o degli arti anteriori.

Andatura rigida, testa abbassata, collo piegato e contratto e spasmi dei muscoli cutanei cervicali e della spalla sono altre tipiche manifestazioni del dolore conseguente alla discopatia cervicale. Occasionalmente, un animale potrebbe presentare un certo grado di difficoltà respiratoria; talvolta è presente incontinenza urinaria. Ernie discali toracolombari La sede toracolombare è la più frequentemente coinvolta. I sintomi neurologici associati variano secondo la localizzazione anatomica, la durata e la forza dinamica della compressione.

Dolore alla regione del dorso, paraparesi, iper-riflessia degli arti pelvici, debolezza spastica, paralisi degli arti pelvici, sono i più comuni. Ernia discale lombosacrale La sindrome lombosacrale è conseguente alla localizzazione della lesione dalla quarta vertebra lombare fino alla terza vertebra sacrale. I sintomi clinici coinvolgono con diversa intensità gli arti pelvici, le funzioni viscerali e la coda.

Alcuni animali presentano zoppia agli arti pelvici e, talvolta, dolore alla manipolazione di entrambi gli arti; altri, manifestano paraparesi-plegia, ipo o ariflessia degli arti pelvici e perineale, disfunzione dello sfintere anale e della vescica con conseguente incontinenza. I sintomi sono caratterizzati da flaccidità, ariflessia e, talvolta, morte per paralisi respiratoria interessamento dei nn.

Esame radiologico Una diagnosi definitiva richiede una conferma radiografica della presenza di una lesione o di modificazioni caratteristiche dello spazio intersomatico discale e delle articolazioni vertebrali. Le proiezioni oblique potrebbero essere utili per visualizzare il forame intervertebrale nei casi di estrusioni intraforaminali di materiale mineralizzato.

Nelle forme inveterate è possibile osservare sclerosi delle limitanti somatiche. La mielografia, inoltre, risulta indispensabile per la pianificazione di un eventuale intervento malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature. In un soggetto normale il mielogramma è caratterizzato da due linee parallele radiopache, di densità e spessore uniforme tra loro, che convergono in corrispondenza del sacco durale e divergono a livello delle intumescenze brachiale e lombo-sacrale.

La compressione che si realizza in presenza di paratopia discale non complicata è situata in posizione extradurale; si renderà, pertanto, evidente come una deviazione curvilinea della linea di contrasto con la convessità orientata verso malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature midollo spinale. Questo quadro è quello che tipicamente si osserva nella proiezione parallela alla superficie sottoposta a compressione. Nella proiezione parallela alla superficie midollare compressa, le linee di contrasto tendono ad assottigliarsi e divergere.

La possibilità di osservare il parenchima midollare in sezione comporta una buona capacità diagnostica nella rilevazione di compressioni da ectopia discale, anche nelle localizzazioni francamente laterali, malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature o non rilevabili alla radiologia convenzionale. Altro vantaggio, derivante dalla visualizzazione del midollo, è la capacità di riconoscere la vacuolizzazione parenchimale e la necrosi che caratterizzano le fasi prodromiche della mielomalacia, anche quando questa non è ancora evidenzibiale nelle immagini mielografiche.

Risonanza magnetica La risonanza magnetica permette la visualizzazione diretta del tessuto nervoso, dei dischi intersomatici e dei principali legamenti e muscoli periassiali. Un altro vantaggio risiede nella possibilità di effettuare scansioni parasagittali. Le lesioni secondarie del parenchima midollare sono molto più evidenti rispetto alle altre tecniche e si appalesano come focolai iperintensi, rispetto al parenchima sano, in caso di mielomalacia.

I pazienti trattati in modo conservativo, devono essere valutati clinicamente in maniera regolare, per evidenziare un eventuale peggioramento della condizione neurologica che potrebbe richiedere un approccio di tipo chirurgico Marks, ; - Bitetto, Nelle discopatie cervicali, la terapia dipende fondamentalmente dalla gravità della sintomatologia alla visita clinica.

Un singolo episodio algico è trattato solo con il riposo e gli antinfiammatori, invece, ricorrenti episodi algici prevedono un intervento chirurgico di decompressione o fenestrazione Cook, - Janssens, Terapia chirurgica Per i soggetti appartenenti alle classi III, IV, V con insorgenza della sintomatologia in meno di 48 ore, si consiglia il trattamento chirurgico Scott; La miniemilaminectomia, invece, salvaguarda i processi articolari, ma permette una minore esposizione del midollo, con maggiori rischi di non asportare completamente il materiale erniato.

Il trattamento postoperatorio dei cani affetti da deficit neurologici secondari a ernia del disco comporta delle adeguate cure generali.

I pazienti devono essere mantenuti puliti e confinati, consentendo loro un esercizio controllato, facendo muovere ripetutamente e più volte al giorno tutti gli arti che presentano deficit neurologici, per evitare la formazione di piaghe e ulcere da decubito.

La compressione manuale o intermittente o la cateterizzazione sono manovre utili per svuotare la vescica. È preferibile effettuare la compressione manuale della vescica in quanto evita la penetrazione di batteri nella vescica stessa. Nelle femmine è preferibile, invece, una cateterizzazione permanente, con un catetere di Foley, in quanto il cateterismo risulta più difficoltoso data la posizione dello sbocco uretrale. Si consiglia, inoltre, un esame completo delle urine almeno una volta alla settimana.

Il betanecolo ha solo una azione di stimolo sul muscolo detrusore. Questo farmaco è molto utile nelle lesioni da motoneurone inferiore, associato con la fenossibenzamina.

Malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature riabilitativa La fisioterapia di base del paziente neurologico prevede di massaggi, esercizi motori, idroterapia, termoterapia ed elettroterapia. Affinché si possa avere il drenaggio, il massaggio si deve effettuare nel senso del circolo venoso, ossia, negli arti, in senso distalo-prossimale.

Gli esercizi motori rappresentano un altro tipo di terapia riabilitativa; possono essere passivi e attivi Brody, Gli esercizi attivi permettono una contrazione attiva dei muscoli, mantenendoli elastici e contrattili, migliorandone la circolazione.

Questi esercizi aumentano la forza e la resistenza muscolare. Durante la terapia il paziente viene assistito mediante delle imbracature di sostegno per poter controllare i suoi movimenti ma è fondamentale provvedere a proteggere la ferita chirurgica. Altra tecnica riabilitativa non meno importante è la termoterapia Ritter, Il calore aumenta il metabolismo dei tessuti, determina un effetto vasodilatatore locale. Levine, La termoterapia malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale cervicale in grado di produrre temperature consigliata solo in caso di rigidità muscolare.

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